10
Apr

MILAN DESIGN WEEK 2017. IL NOSTRO SALONE (E FUORISALONE).

Dal 4 al 9 aprile Milano ha ospitato la 56^ edizione internazionale del Salone del Mobile. Tra labirintici stand,  folle oceaniche, svariati déjà-vu, party esclusivi e tanti (apprezzatissimi) aperitivi aggratis, c’eravamo anche noi…

 

L’evento più cool dell’anno nel mondo del design si è appena concluso. La settimana del Salone del Mobile 2017 ha vestito Milano di una luce sfavillante, decretandola ombelico del mondo del design internazionale. Ecco il nostro reportage, un omaggio di quello che è stato per noi il Salone del Mobile e (soprattutto) il Fuorisalone.

Ma partiamo dal cuore dell’evento: il SALONE DEL MOBILE a Rho Fiera. Lo diciamo subito, senza tanti giri di parole: poche idee e straviste. A parte alcune aziende che hanno smosso qualcosa a livello emozionale e sperimentale (Tala e Circu, in testa), il resto è stata una giostra di déjà vu che non ci ha lasciati a bocca aperta, ma neanche semichiusa. Insomma, niente di memorabile. Un po’ più di coraggio non sarebbe guastato, ma probabilmente dopo anni di crisi interplanetaria, meglio non lamentarsi troppo. Alla fine della fiera, è il caso di dirlo, pochi progetti hanno catturato la nostra attenzione, eccezion fatta per la kermesse Euroluce che merita una menzione speciale. Dalle cascate floreali ai fari gioielli, dalle forme più suggestive alle tecnologie più sottili in assoluto, nell’anno del lighting design sono state molte le creazioni che hanno coniugano efficienza energetica e ambizione creativa. Euroluce, c-h-a-p-e-a-u.

Ma l’offerta della settimana del design non si è limitata esclusivamente al polo fieristico di Rho, molte zone di Milano sono diventate nel tempo la Mecca del design. C’è il Salone del Mobile e c’è il FUORISALONE, che per molti conta addirittura di più. Tortona, Brera e Ventura-Lambrate le location del design meneghino, tre distretti indipendenti accomunati dal desiderio di comunicare bellezza e creatività.

BRERA DESIGN DISTRICT

Fascino artigianale, innovazioni tecnologiche e un mix di estrosa follia. Questo il mix targato Brera Design District, un vero e proprio distretto che quest’anno ha preso vita da una citazione di Bruno Munari: Progettare è un gioco, giocare è un progetto. Al centro, quindi, l’importanza dell’elemento ludico nel processo creativo, ma anche lo sviluppo della gamification nel design. Significativa l’esposizione di alcuni dei grandi nomi del design italiano e la suggestiva kermesse degli artigiani danesi al chiostro di San Simpliciano.

TORTONA DESIGN WEEK

Tortona, il fazzoletto di vie e viuzze fra Porta Genova, la Circonvalla (alias la Circonvallazione per i milanesi) e via Solari, si è confermato il cuore pulsante dell’intera manifestazione. Oltre 20 paesi rappresentati e il tutto esaurito degli spazi espositivi. Punti di riferimento sono stati il Base, il centro polifunzionale nell’area ex Ansaldo, che ha dato spazio a nuovi studi e artisti che hanno espresso il tema del design nomade, e l’immancabile Superstudio Più, da sempre garanzia di elevata qualità e sperimentazione. Gente, gente, tanta gente, un oceano di testoline e smartphone luminescenti, roba da farsi strada col lanciafiamme. Night and day.

VENTURA LAMBRATE + VENTURA CENTRALE

Probabilmente il distretto più avanguardista, quest’anno in associazione con alcuni spazi recuperati della Stazione Centrale. Qui la parola chiave è stata sperimentazione, come si è evinto dal sorprendente recupero dell’ex deposito delle ferrovie in via Ferrante Aporti, occupato da installazioni e progetti di architetti nostrani e internazionali. In tutti questi spazi sono state organizzate installazioni artistiche, esposizioni di brand, rappresentazioni del migliore design prodotto da diversi paesi, Olanda in testa. Super promossa la doppia location, da replicare assolutamente.

Insomma, la design week milanese si conferma un appuntamento immancabile a livello mondiale. Una settimana sfavillante, colorata, dinamica, internazionale, pulsante. Prima dei titoli di coda, però, due ringraziamenti doverosi: il primo al meteo, mai Salone del Mobile fu così soleggiato e tropicale! Da annoverare negli annali. E il secondo, con tanto di inchino e combo-riverenza ad avvitamento carpiato, va ad un noto brand di rhum, e al barman Adriano, che ha generosamente traboccato i nostri chupiti agevolando visioni psichedeliche mai avute finora! Il migliore nettare di Caracas. Da Milano è tutto, arrivederci al 2018!